Una laurea magistrale/specialistica a ciclo unico, una laurea di durata triennale professionalizzante, una fitta rete di scambi con la Comunità Europea, la Turchia, la Malaysia, l'India, gli Stati Uniti, l'Europa dell'Est, un'attenzione per la cultura del progetto senza dimenticare le nuove tecnologie: la Facoltà di Architettura di Cesena è una nuova istituzione che ha come obiettivo didattico la formazione di studenti capaci di coniugare il sapere umanistico, con quello della prassi del costruire.
Presentazione
La Facoltà di Architettura di Cesena è stata istituita nel 1999 per ampliare l'offerta formativa dell'Alma Mater Studiorum Università di Bologna e si è costruita come una scuola di "tendenza", dove per tendenza si intende un sistema di scelte che costituiscono una ricerca specifica nei confronti dell'Architettura e della vita, proprio secondo quanto sosteneva Ernesto N. Rogers, "coerenza, tendenza, stile, non sono sinonimi, ma tre momenti del processo storico nel quale si determina il fenomeno artistico. Coerenza è la qualità necessaria all'artista per stabilire i propri rapporti con un mondo morale sopra un piano armonico sicché ogni atto prenda quota da quello; tendenza è la deliberata traduzione di quegli atti dentro un ben definito solco individuale. Stile è l'espressione formale della coerenza e della tendenza".
È oggi in discussione non tanto il mestiere dell'architetto, ma il suo ruolo specifico nel mondo della costruzione. Il "mercato" chiede sempre meno le ragioni dell'architettura, vuole tutto e subito, un qualcosa che sia facilmente mercificabile, che possa sbalordire e fare effetto in un limitato lasso di tempo.
Al contrario noi riteniamo che materiale della costruzione sia anche la storia dell'architettura e che la disciplina non possa essere solo frutto della sua epoca: l'architettura è costruita per il tempo ed è senza tempo. In molte facoltà di Architettura si è corso ad inseguire questa invadente propensione delle estetiche alla moda, dando sempre più rilievo alle discipline tecnologiche. In molti piani di studi la composizione architettonica è stata sostituita dalla progettazione architettonica, perché sembra che parlare oggi di composizione sia come parlare di cose astratte, non reali, fuori dal tempo.
Ci si chiede se oggi l'architetto oltre a imparare il mestiere debba anche saper riflettere, ci si pone il dubbio se l'architetto oggi debba ancora sapere usare la matita e orientare le sue ricerche verso la composizione architettonica o, al contrario, rivolgersi alle nuove tecnologie digitali di rappresentazione che restituiscono all'operatore, per immagini virtuali, infinite soluzioni progettuali. La voglia del nuovo, il desiderio di non rimanere tagliati fuori dalle innovazioni tecnologiche esistenti sul mercato e che sono sempre più economicamente accessibili, rischiano di distogliere lo studente dall'affrontare con razionalità i termini della questione. Con questo non si vuole disconoscere l'importanza che la rivoluzione tecnologica ha portato alla conoscenza e alla pratica di un mestiere, ma l'architettura non può basarsi solo sull'applicazione di queste tecniche, che sono un mezzo e non il nostro fine. In altre parole la conoscenza delle tecnologie esistenti ci permetterà di affrontare nel modo migliore tutto ciò che abbiamo ricercato per la composizione di un progetto di architettura.
Già da questi primi anni di attività didattica e di ricerca si è affermata nella Facoltà di Architettura di Cesena un'attenzione per la cultura del progetto che non dimentica i nuovi materiali oggi a disposizione dell'architetto, ma propone al contempo un insegnamento dell'Architettura che si rifà agli statuti fondatori del sapere propri della disciplina.
Lontani dalle mode e dagli sperimentalismi degli ultimi decenni crediamo che l'insegnamento dell'architettura non possa che riacquistare le sue specifiche peculiarità in un corso di studi che sia sintesi del sapere umanistico e di quello scientifico e tecnico.
La formazione di architetto progettista è quindi un insieme di competenze che non sono solo specifiche del comporre o delle sue tecnologie, ma avrà un occhio di riguardo a tutte le componenti scientifiche in campo, sia appunto umanistiche e sia tecnologiche che oggi stanno riscoprendo nuovi livelli di integrazione e di sviluppo, secondo un percorso che del resto è già stato indicato con chiarezza da Vitruvio, "... l'architetto deve saper scrivere e disegnare, essere a conoscenza della geometria e non deve ignorare l'ottica, aver studiato l'aritmetica e sapere molto bene la storia, avere ben studiato la filosofia, aver conoscenza della musica".
Con le prime sessioni di laurea della Facoltà, si sono potuti verificare i primi risultati del progetto didattico impostato per il Corso di Laurea Specialistica a ciclo unico in Architettura.
La Facoltà di Architettura di Cesena forma quindi architetti capaci di pensare all'intero processo dell'architettura, dal progetto alla costruzione; ha già ottenuto importanti successi e riconoscimenti dalla comunità scientifica internazionale, tra gli altri, quello delle Facoltà di Architettura italiane che, partecipando al conferimento della Laurea ad Honorem ad Oswlad Mathias Ungers e all'intitolazione della Facoltà ad Aldo Rossi, hanno sancito la nostra vitale appartenenza al mondo accademico a livello internazionale.